FOTO COPENAGHEN
ROBERTO E VERONICA
14/06/2003

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Bruce al George V bruce autografi bruce e gli autografi bruce e il mio autografo bruce e la mia special edition
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ciccio e bruce firenze e la transenna firenze soundcheck la mia speciale edition lo striscione di loose ends
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loose ends in transenna me and steve parken stadium patti e la foto dello striscione robson e bruce
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GLORY DAYS IN COPENAGHEN

Avrei voluto scrivere “Human Touch in Copenaghen”, poi ho desistito, anche se raccontare quello che è successo a Copenaghen in questi giorni è davvero difficile. Farlo senza rischiare di sembrare esagerato o mitomane è pressoché impossibile, visto che ciò che ha contrassegnato questi tre giorni in Danimarca è stato proprio un continuo “contatto” con Bruce!
Venerdì alle 13 sbarchiamo a Copenaghen, 15-18 gradi, bellissimo considerati i 36 di Bologna ma purtroppo debbo indossare una felpa sopra alla mia maglia loose ends! Alle 15 sono ai famosi giardini di Tivoli, mangiamo qualcosa e alle 16.30 siamo già nella famosa Pedestrian street, 3 km di strada pedonale tappezzata di negozi in pieno centro ed alla fine della via il settecentesco Hotel D’Angleterre…

La folla è colorata e rumorosa, i musicisti di strada non si contano, faccio qualche ripresa e, ad un tratto, ho un sussulto, in jeans e t-shirt nera… l’uomo che ci dà la potenza notte dopo notte dopo notte… Lo chiamo “Max Max”, si volta, si ferma, gli stringo la mano “hey guys, how are you?”, “where are you from?”, scambiamo quattro chiacchiere, gli faccio i complimenti per il concerto di Firenze, foto, autografo sulla special edition, gran stretta di mano e ci salutiamo. E sono già felice ed emozionatissimo… io e Veronica cominciamo a guardarci intorno come due pazzi, guardiamo nei negozi, tutte le facce, siamo in preda al panico, faccio cinquanta metri ed esce da un negozietto piccolo piccolo Nils e gentile signora. Ci avviciniamo timidamente, sventolo la mia special edition e Nils tira fuori (è la verità) il pennarello dalla tasca, la fidanzata ci fa segno di avvicinarci, Nils firma alla sua maniera, con nome anno e simbolo della pace. Notiamo che non hanno fretta, ci chiedono da dove veniamo e appena dico Italia, mi chiede se ero a Firenze. Gli dico di sì e che in Kitty’s Back lui è stato fantastico con quell’assolo di chitarra acustica… si gonfia dalla felicità e mi ringrazia di cuore, poi aggiunge “però era troppo caldo”. Poi mi chiede se vogliamo una foto con lui (noi ce ne stavamo dimenticando) e la fidanzata ci scatta una foto (Nils in mezzo a me e Veronica) poi un’altra, per sicurezza non si sa mai. Ci salutiamo e mi dice di aspettarmi molto dallo show di Copenaghen, sarà molto carino, aggiunge.
Tra Parigi e Bologna 2002 avevo raccolto sulla special edition tutti gli autografi tranne quelli di Max, Nils, Danny e Clarence… in mezz’ora a Copenaghen ho già dimezzato la distanza dal traguardo finale…
Ma intanto prosegue la nostra passeggiata, un minuto o due ed ecco Soozie con un tipo alto, più giovane di lei, la salutiamo, le chiediamo una foto, le facciamo vedere l’autografo di Bologna e la foto e ci fa i complimenti per aver seguito la band fino a Copenaghen.

Poco più avanti c’è un tipo orientale alto un metro e cinquanta che imita Michael Jackson con lo stereo che spara Thriller a tutto volume ed una piccola folla che osserva… mi fermo e vedo un divertitissimo Roy Bittan insieme alla sua signora e ad un’amica. Mi avvicino sempre in maniera discreta, gli stringo la mano e gli dico “nice to meet you, Roberto from Italy” e lui “nice to meet you too, Roy from United States”, gran risata, anche lui è tranquillo e disponibile, gli chiedo di Firenze, le sue impressioni e mi dice “great show, but very hot”, ci facciamo un paio di foto insieme e lo saluto ringraziandolo. Sono in estasi, in un’ora ho incontrato mezza e street band a passeggio per la città indisturbata. Arrivo all’hotel di Bruce e ci sono 15 persone davanti, defilate sulla destra, nessun movimento, situazione tranquilla. Arrivano Ciccio e Valery, baci e abbracci, nemmeno 10 minuti, esce W., uno della security di Bruce che avevo conosciuto a Parigi, due chiacchiere veloci, si allontana, va incontro ad un Van bianco che parcheggia davanti all’albergo ed escono tre ragazzini vestiti da vichinghi (con spade e scudi presi, abbiamo saputo il giorno dopo, proprio ai Giardini Tivoli mentre io ero lì dentro) e dietro Patti e Bruce (jeans, t-shirt a maniche lunghe beige e cappellino dolphins), si infilano dentro all’albergo di corsa, urlo “Patti, ho un regalo per te”, torna indietro e le do la foto dello striscione scattata da Veronica dopo il concerto, le dico “è il nostro e noi siamo quelli che ti abbiamo lanciato il cuore”, ci guarda, le esce un “ohhhhhh” di stupore, ci riconosce, ripete “thank you thank you” e ci manda un bacio tornando indietro salutandoci con un “ciao”.. nel frattempo Bruce sta firmando autografi, siamo 20 persone in tutto, gli infilo sotto la foto che gli ho fatto a Bologna, la guarda e non la firma, gli rimetto sotto la special edition e stavolta la firma… un paio di ragazzi si mettono in posa con lui per una foto, io ci provo, urlo “Vero scatta, Valery scatta” ma non ce la facciamo, rientra di corsa e saluta tutti con la mano. In questi 60 secondi Veronica e Ciccio hanno scattato circa 20-25 foto, ho potuto vedere quelle del Ciccio e sono strepitose, le ha già scaricate sul portatile, appena rientra le metterà on line. Io attendo le mie per stasera. Lasciamo l’albergo e facciamo di nuovo un giro per la pedestrian street, incontriamo quasi tutti di nuovo e poi ce ne andiamo a cena in un ristorantino carino sui canali della città. E’ il compleanno di Veronica, festeggiamo insieme a Ciccio e Valery e verso le 23.30 torniamo all’Hotel di Bruce, dove nel frattempo sono rimaste 4 o 5 persone… in un baleno, arriva un van, esce Little Steven, ci mettiamo in posa con lui e scattiamo qualche foto senza alcuna difficoltà. Sembra leggermente ubriaco, Veronica gli mostra una foto di Parigi e Steve farfuglia qualcosa, poi la autografa e rientra in albergo. Dopo 10 minuti decidiamo di lasciare l’appostamento.. “tanto saranno già tutti a letto”… giriamo l’angolo e due turisti, ospiti dell’ Hotel ci dicono “se cercate Bruce è nel ristorante, se andate dietro l’angolo lo potete vedere”… ci allontaniamo e raggiungiamo la finestra del ristorante, Bruce è seduto, di fronte alla finestra, alla sua sinistra Patti, a sinistra ancora un ragazzo sconosciuto e di fronte uno dei figli. Parte il filmato, riprendiamo qualche minuto senza farci vedere e in preda al panico cerchiamo un’idea… entriamo anche noi per un caffè, facciamoci notare con la bandiera e poi un lampo…mandiamogli una lettera tramite un cameriere, così non sembriamo troppo invadenti. Scriviamo due righe semplici semplici “ciao Bruce, siamo tuoi fans, siamo venuti dall’Italia per vedere il concerto di domani ed abbiamo un sogno, incontrarti e fare una foto con te… ti aspettiamo fuori dal ristorante se puoi ed in ogni caso grazie per la tua musica, con amore, Valery, Ciccio, Roberto e Veronica”!

Da venerdì 13 credo al destino e a tutto ciò che esso porta con sé… non so nemmeno come ma tre secondi dopo alzo lo sguardo ed un cameriere era uscito per rimettere dentro un cartello, gli diciamo del biglietto, dice di no “Bruce è stanco”, gli diciamo solo di consegnarlo senza aggiungere nulla… lo prende e rientra, riaccendo la telecamera, ho rivisto oggi il filmato ed è bellissimo il momento in cui il cameriere gli allunga il biglietto, Bruce alza lo sguardo una frazione di secondo, fa finta di essere serio, legge il biglietto e scuote testa e spalle in maniera simpatica poi sussurra qualcosa a Sam, il terzo figlio che si volta e ci saluta… a quel punto cominciamo a fargli segno con le mani… lui chiede al figlio, poi si alza, non capisco più nulla, si dirige verso di noi, il cameriere gli chiede se vuole che faccia qualcosa e lui “no, ci penso io” sembra dirgli. E’ incredibile, le gambe mi tremano, lo vedo arrivare, apre la porta, ci fa segno di avvicinarci e di fare in silenzio, sussurra un “ciao ragazzi come state” e noi, come 4 ebeti, “Bruce, Bruce, thank you thank you”, ci stringe la mano, ci presentiamo, riesco a dirgli “Roberto, nice to meet you” mentre gli stringo la mano e lo guardo, in gran forma, jeans neri e camicia nera sbottonata, si avvicina Veronica e lo bacia, sia io che Ciccio facciamo due foto a testa, poi è il turno di Valery, baci e abbracci anche con lei, poi il Ciccio e per ultimo tocca a me, due o tre foto, gli dico “grazie per le tue canzoni, per la tua musica”, poi Veronica gli dice che è il suo compleanno e Bruce la guarda “ahhh, congratulations”, “Bruce per favore suona Fire domani sera per noi”, Bruce ci pensa su, borbotta un “ah, Fire” e poi ci dice che deve tornare dentro, di nuovo gli stringo la mano, poi Ciccio, poi è il turno di Valery e Veronica che se lo ribaciano di nuovo, poi mi guarda e mi stringe di nuovo la mano (per la terza volta), si volta e Sam è dietro di lui, si nasconde quasi, Bruce gli dice di salutarci, lui ci saluta con la mano e noi rispondiamo, Bruce lo accarezza e lo prende per mano e rientrano insieme salutandoci tutti e due, si richiude la porta, Bruce torna al tavolo e ci guarda mentre ci abbracciamo tutti e quattro, emozionati, increduli, le urla di gioia attirano un po’ di persone, Bruce è ancora dentro che se la ride, poi prende Patti e Sam e se ne vanno a dormire, si volta e saluta ancora (qui ho di nuovo ripreso a filmare)… non possiamo fare altro che buttarci in un pub a bere e a festeggiare, stanchi ma felici. Giuro che sono riuscito a dormire, ma ho sognato tutta la notte Bruce! La mattina dopo facciamo un giro per Copenaghen e verso le 13 ci ripresentiamo all’albergo, ci saranno 200 persone purtroppo e per tutto il giorno non si farà vedere nessuno, alle 16,50 circa inizia il gran movimento dei van, esce tutta la band uno alla volta, il più cordiale è ancora Nils, esce e firma autografi, parla con noi (fortunatamente eravamo in prima fila), mi autografa la maglietta di loose ends e gli chiedo se conosce il nostro sito, lui guarda la t-shirt e mi dice di si. Incredulo, gli ripeto “davvero conosci il nostro sito?” e lui “si, ne ho sentito parlare ma non ci sono mai entrato”, lo ringrazio e gli dico che abbiamo mandato a Bruce la t-shirt da indossare a Milano, lui mi guarda e mi dice “questo mi sembra molto difficile”, gli dico “lo so, però ci abbiamo provato”! Poi tutti gli altri, Roy che ci riconosce, Big Man, abbastanza in forma ma schivo, si infila nel van senza nemmeno firmare un autografo, e poi tutti gli altri. Cinque minuti ed esce Patti, saluta, poi arriva dalle nostre parti e ci guarda, sgrana gli occhi, “ciao ciao” sorride e ci saluta, dietro di lei Bruce, cappellino ray ban e giubbotto di pelle…

(Mi interrompo un secondo perché voglio sincerarmi di non essere preso per mitomane e la settimana prossima vorrei che Ciccio e Valery confermassero il mio racconto)

Passa Bruce, non firma autografi, scorre veloce tra il corridoio di gente, saluta, mi vede e mi indica deciso “you”, passa oltre e continua a guardarmi “you you” mi ripete, indicandomi ancora e si infila nel van, si alza in piedi sul sedile e saluta la folla dall’altro lato della strada e schizza via verso lo stadio. Gli altri mi raggiungono complimentadosi, c’è anche il nostro Alfiep ed Andrea Restivo della mailing list che continua a ripetermi “grande, indicava te, indicava proprio te”… sono in estasi, i ragazzi vorrebbero mangiare ma io e Ciccio vogliamo correre allo stadio, arriviamo al Parken, alle 17.50, alle 18 aprono i cancelli, io e Veronica abbiamo due biglietti di tribuna ma tentiamo di andare nel prato, i danesi spingono come dannati e sono già mezzi ubriachi, riusciamo a passare, inizia la corsa verso la transenna, nessuno corre, vanno tutti in bagno o al bar, la security ci fischia tre o quattro volte ma noi continuiamo a correre, è transenna, lato Patti, leggermente spostati sulla destra, tra la fine del palco e l’inizio dello schermo gigante, una meraviglia per essere arrivati 10 minuti prima dell’apertura dei cancelli. Alle 19.50 mancano 10 minuti e lo stadio inizia a riempirsi davvero. E’ bellissimo, tutto coperto e tutto seduto con poltroncine rosse, ripido come San Siro, caldissimo. Alle 20.05 si apre una saracinesca su un lato dello stadio ed entrano Bruce e la band con le famiglie, tutti in piedi, un boato assordante, trenta secondi dopo Bruce sbuca dal palco preannunciato dalle note stridule della takamine ed attacca una Born in the Usa tiratissima. Poi la scaletta che sapete, la prima assoluta di Tak’em as they come, bellissima e poi Waitin, cerchiamo noi 6 di far partire il coro ma inutilmente, i danesi ci guardano divertiti, siamo in sei, abbiamo 5 maglie loose ends e 3 bandiere italiane, facciamo un casino pazzesco, Bruce scende in passerella, viene verso di noi, si ferma, punta il dito verso di me, sorride scuotendo la testa (mi autorizzate a credere che possa aver pensato una roba tipo “ma tu dieci minuti fa eri in albergo, come ci sei finito qui?”), poi prosegue, ferma la musica e da dietro arriva un boato pazzesco, sarà l’effetto della birra o dello stadio tutto coperto ma il pubblico canta fortissimo, anche se sono tutti molto tranquilli (niente spinte e niente litigate)… il concerto va avanti e sembra davvero che Steve e Patti siano lì per noi, all’attacco di ogni canzone guardano verso di noi, ci salutano, sorridono, Patti ci saluta ogni volta che riusciamo ad attirare il suo sguardo, accompagnando le nostre mani col manico della chitarra… il concerto scorre via velocissimo, grandissime Point Blank dedicata a tutti quelli che lo stanno seguendo “from town to town”, magica Thunder Road con Ciccio che mi abbraccia felice, Seven night to rock potentissima con la presenza sul palco del cognato di Bruce, Darlington County che non sentivo da Genova 1999 e Bobby Jean sempre emozionante… sui bis il pubblico è davvero impazzito, Bruce è scatenato, lancia l’armonica sulle prime file, si esibisce in mille mosse stupide, è in forma strepitosa e lo dimostra riattaccando Seven nights tre volte e riprendendo alla fine Dancing in the dark dopo una scenetta bellissima con la chitarra… alza la chitarra facendo finta di voler fare un’altra canzone e poi la rimette giù, una due tre dieci volte tutte accompagnate dal boato del pubblico, termina Dancing, Max scende e lancia le bacchette, tutta la band abbandona le proprie posizioni e Bruce ordina Glory Days urlando verso la band che riprende posto e via per un ultimo pezzo amatissimo dai danesi, il pubblico canta a squarciagola, Clarence passa il suo cappello a Bruce che lo usa per fare un inchino, si inginocchia urlando “I love you Copenaghen”, esce di corsa sale sul van e lascia lo stadio salutando tutti con la mano, sono le 23.20!

Dopo una birra veloce torniamo in centro per mangiare, è tutto chiuso, passiamo davanti all’Hotel di Bruce e incontriamo D., il capo della security, gli chiediamo di farci entrare al party privato e lui dice che non può, poi mi guarda e mi dice “però ho una cosa per te”, sfila dalle tasche la setlist originale e me la consegna… cosa potrei chiedere di più dalla vita? La apro delicatamente, Tak’em e Prove it erano alternative ma le ha fatte tutte e due, Out in the street era in alternativa a She’s the one, Darlington County non c’era e non c’era ovviamente nemmeno Glory Days… che reliquia, la setlist originale di Bruce.. e non è finita, ieri mattina ripassiamo davanti all’Hotel ed incontro uno dei man in black, tale L. che sta controllando il tir con i bagagli e mi chiede del concerto, poi mi dice “dai venite a Helsinki”, gli dico che non possiamo, gli facciamo vedere le foto dello striscione e lui rimane meravigliato “ah eravate voi”, gli dico anche del cuore e lui indica il tir appena partito e mi dice “il cuore è già verso l’aeroporto”… grande mitico, provo il tutto per tutto e gli dico anche che mi mancano solo due firme sulla special edition, quella di Clarence e di Danny, allunga la mano, senza dire nulla gli porgo il disco e scompare, entra nella hall, si avvicina a Danny che firma, poi va da Clarence che firma anche lui, esce e mi consegna la cosa più bella che potessi sognare, la special edition con le firme di Bruce e di tutta la e-street band. Questo è il week end più bello che potessi immaginare di trascorrere, puntavo molto su Copenaghen ed avevo ragione, tanto più che alle 13 la band esce per andare all’aeroporto, Nils e la fidanzata si fermano a salutarci, la fidanzata si volta e vede Veronica, torna indietro e la bacia, poi un boato, Bruce e Patti sono affacciati alla finestra, siamo 100 o 150 persone, Bruce indica un paio di persone, poi vede noi, Patti ci saluta calorosamente sorridendo, Bruce indica di nuovo me ed io indico lui col dito (ve lo ripeto non è un sogno o un’esagerazione, anche se a me sembra di aver vissuto solo un interminabile sogno) … poi escono salutano velocemente e volano verso Helsinki… Ciccio e Valery sono già sulle sue tracce, oggi ho mandato loro l’indirizzo dell’Hotel di Helsinki, se sanno giocarsi bene le loro carte forse riusciranno anche ad entrare in albergo… io aspetto Vienna con Stefano e poi Milano con tutti voi per continuare a sognare ancora…

[by Roberto]