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 Oggetto del messaggio: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 1:03 
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Dopo aver ascoltato la prima metà di Wrecking Ball, quella finora passata in streaming, credo sia utile parlare di una canzone che rappresenta il punto di svolta - o l’anello di congiunzione, a seconda dei punti di vista - fra We shall Overcome e Wrecking Ball. Diciamo prima che Wrecking Ball non è un disco con la Seeger Sessions Band. È un disco "post-seegeriano", qualunque cosa ciò significhi. Rappresenta la definitiva fusione springsteeniana fra la vena rock e l'esprienza del revival folk. Un Nebraska alla "rovescia", se permettete la definizione. Cosa ci riservi il futuro, nessuno può dirlo. Certo è che dopo questo progetto, difficilmente il mondo E Street e il mondo Seeger Sessions potranno più essere considerati distinti. A badarci bene, le cose stavano già in gran parte così; non tanto per i musicisti della Seeger Sessions Band confluiti negli anni nella E Street; ma per i pezzi suonati da quest’ultima. Da American Land ad Hard Times (Come again No More), ad alcune tracce di Working on a Dream, fino alla tromba di Wrecking Ball, l’ultimo Springsteen dimostrava come il filo con We Shall Overcome non era mai stato reciso.
Ma torando al discorso principale, chi ha buona memoria forse ricorderà che nelle interviste d’inizio We Shall Overcome Tour, Springsteen dichiarava l’intenzione di suonare tutto ciò che precedeva il rock. Tutti quei generi, cioè, che sarebbero poi confluiti nel rock’n’roll: dal folk al walzer, da country al blues, dal gospel alla musica celtica, eccetera. A mio modo di vedere, a questa imposizione programmatica c’era però un’eccezione: How Can A Poor Man Stand Such Times And Live? Questo pezzo, suonato sin dalla primissima data, e regalato in download ai fans (prima di confluire nell’American Edition), rappresentava un’anomalia, e in due sensi. Da un lato era l’unico pezzo “nuovo” per testo (per quanto ricamato su “Blind” Alfred Reed); in secondo luogo, era per natura un classico rock springsteeniano, seppur acustico; pensiamo all’assolo di steel guitar. Molto più avanti nel tour si sarebbe aggiunta American Land, simile per evoluzione testuale, ma rigorosamente tradizionale sul piano musicale. Ora, ascoltando le sonorità e leggendo i testi di Shackled and Drawn, Death to My Hometown o della stessa Wrecking Ball, ci si rende facilmente conto dell'origine stilistica di queste canzoni; e non sorprende neppure che Bruce abbia deciso di aggiungere all’album American Land come bonus track. Paradossalmente, Springsteen avrebbe potuto seguire l’esempio dall’ultimo Steve Earle: intitolare l’album How Can A Poor Man Stand Such Times And Live? senza poi includere la canzone sull’album. Tutto, generalizzando, pare una conseguenza diretta o indiretta di quel pezzo: il primo in cui Springsteen diventa davvero un folk-rocker.

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Good-luck, Goodbye


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 1:28 
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Premetto che questo èun disco che a me non piace, soprattutto dopo le aspettative che aveva creato dalle un singolo che aveva tutto un altro ritmo e impostazione.

Comunque oggettivamente la tua analisi è corretta.
How.. È l unica canzone che unisce i due mondi.
L unica che salverei di tutta l esperienza amara seeger session.

Mi aspettavo finalmente un album rock, ma per come si sono messe le cose (estreet che non c'è più ) penso che a questo punto non arriverà più.

Da una parte potrei sentire davvero una "depression" , dall'altra ammiro Bruce che non si ripete e Crea novità.

_________________
ciao
AlfieP

Some guys they just give up living and start dying little by little, piece by piece
Some guys come home from work and wash up and go racin' in the street


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 12:31 
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Iscritto il: mercoledì 24 dicembre 2008, 12:58
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Come al solito, Gian, le tue osservazioni meritano qualche riflessione, e compendiano conoscenze ed esperienza della musica di Springsteen anni-luce superiori a quelle di tantissimi recensori che, purtroppo, finiscono pure tra le pagine di giornali più o meno noti.
Sono d'accordo con te.
Ed aggiungerei che già durante l'esperienza del seeger session tour Bruce aveva dato un'idea di quale potesse essere la virata stilistica della sua musica.
Come ricorderai quel tour ha visto le rivisitazioni in chiave sessions di brani anche storici della carriere di bruce da the river, a growin up, da atlantic city a cadillac ranch e la cosa importante era che questi brani venivano completamente ristrutturati anche melodicamente.
La versione seeger session di devils and dust è fenomenale.
Ed altrettanto straordinaria è quella di the ghost of tom joad.
Con la seeger session ascoltammo la prima, commovente, versione di long walk home.
Ricorderai anche che tutti noi aspettavamo un album con la seeger: un qualcosa che mettesse insieme le atmosfere di devils and dust e la struttura musicale folk country irish di quel gruppo di musicisisti.
Cosa sia successo in mezzo a questa tragitto io non lo so.
Magic e WOAD lo hanno di fatto interrotto secondo una logica che ancora non mi è chiara.
La produzione di O'brien, pastosa e lavica, ha fatto il resto.
Ora siamo di fronte ad un album che, davvero, potrebbe essere un punto di svolta.
E' ancora qualcosa di musicalmente non coerente, come se fosse tenuto al doppio filo della tentazione di una svolta radicale e della rassicurante ripresa di temi musicali con i quali Bruce ha più stretta padronanza (un singolo come we take care, aldilà del significato che vuoi dare alla canzone, si spiega solo così)
E' chiaro che quando ascolti easy money, death to my hometown (che sarebbe stato un singolo molto più coraggioso e radicale), this depression jack of all trades hai l'idea che siamo ancora davanti ad un artista immenso.
Si tratta, adesso, di trovare la linea musicale definitiva, e di scegliere senza troppe contaminazioni.
E farlo in fretta.


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 13:13 
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Iscritto il: martedì 25 settembre 2007, 12:53
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concordo cone le analisi inerenti la seeger, certamente non concordo con il giudizio negativo su quella esperienza dal momento che rappresenta uno dei punti più alti dell'ultimo springsteen.....finalmente libero dai vincoli e dai lacci della e street band......
il disco odierno sicuramente rappresenta una svolta, ma non ancora definitiva,,,,,,,diciamo così un passaggio.........a mio avviso conta ancora molto il fatto che dovrà portare in tour questo disco con la e street - sempre secondo il solito rituale che se c'è il marchio e street il tour vende di più - e dunque il disco non poteva essere così radicale come forse l'autore avrebbe potuto fare........in considerazione del fatto che questa canzoni poi dovrà suonarle con quello che resta della e street......e street che ripeto - a mio avviso - non esiste veramente più........e forse finalmente con questo tour siamo al canto del cigno......
e se poi vogliamo ancora badlands jungleland ecc. ecc. allora siamo ancorati ad un passato che non esiste più e che non ptrà mai più esistere.......e fortunamente! e forse ripeto sempre fortunatamente bruce è più avanti dei suoi stessi fans......
e sivuole anche egli scrollare di dosso un passato che sicuramente per lui è molto più doloroso che per noi
pensiamo ai lutti che quest'uomo ha vissuto negli ultimi anni (danny - presenza silenziosa ma forse persino più importante di clarence - terry e clarence)
forse anche lui si vuol buttare dietro le spalle quel passato ingombrante e questo tour è l'ultimo omaggio a quello che è stato (ed ovviamente anche alle tasche di landau!!!)


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 19:03 
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Iscritto il: lunedì 5 marzo 2007, 11:04
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simone71 ha scritto:
concordo cone le analisi inerenti la seeger, certamente non concordo con il giudizio negativo su quella esperienza dal momento che rappresenta uno dei punti più alti dell'ultimo springsteen.....finalmente libero dai vincoli e dai lacci della e street band......

...e se ora la E Street Band rappresenta "vincoli e lacci" andiamo bene ............
... questa nn la vevo ancora sentita

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A NEW DAY !!


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 19:38 
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Gian il tuo discorso non fa una piega :wink: , ora la curiosità si sposta alla preparazione del prossimo tour. Secondo te, per conciliare il suono ESB e quello della SSB, ci sarà da aspettarsi un tour diverso dagli ultimi due?

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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 19:48 
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premetto che a mio avviso questa non è più la e street band ma solo un simulacro della stessa!!!
la e street band è finita con la morte di danny
e devo dire che io ho avuto la fortuna di vederla ancora tutta intera nel 1 leg usa del tour di magic (le date di philly e meadowlands)
premesso questo intendo dire che la e street band o perlomeno il suo marchio porta con sé l'inevitabile obbligo e fardello di ripetere certi cliché e riti: ad esempio i cori in quel punto di badlands, le luci accese su born to run, ecc......
a questo punto visto che il tempo è inesorabilmente passato......purtroppo sia per noi che per loro......e quello che è stato non sarà più
sarebbe meglio che avesse il coraggio di osare anche in tour, visti gli ottimi risultati ottenuti quando ha cambiato: vedi la seeger e soprattuto il devils and dust......tour..la miglior cosa di bruce negli ultimi anni
ovviamente il tutto a mio parere-----
che poi sull'assolo di sax di lh&d mi sia scesa una lacrima è un altro discorso.......
il marchio e street......è la mia giovinezza, ma purtroppo anche quella non c'è più e sono un adulto.......e non mi interessa affogare nella melanconia dei ricordi...................


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 19:59 
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simone71 ha scritto:
concordo cone le analisi inerenti la seeger, certamente non concordo con il giudizio negativo su quella esperienza dal momento che rappresenta uno dei punti più alti dell'ultimo springsteen.....finalmente libero dai vincoli e dai lacci della e street band......


Caro Simone71, solo una nota per specificare che il post non esprimeva giudizi negativi nei confronti di We Shall Overcome. Al contrario.
Non entro nel merito della questione E Street dopo la morte di Danny. E' un discorso che, in maniera molto simile, abbiamo già affrontato.

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Good-luck, Goodbye


Ultima modifica di Gian il venerdì 24 febbraio 2012, 20:45, modificato 1 volta in totale.

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 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 20:09 
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omar99 ha scritto:
Gian il tuo discorso non fa una piega :wink: , ora la curiosità si sposta alla preparazione del prossimo tour. Secondo te, per conciliare il suono ESB e quello della SSB, ci sarà da aspettarsi un tour diverso dagli ultimi due?


Beh, in tutta onestà non ne ho la più pallida idea. :razz:
Dipende da quanto Bruce vorrà davvero investire su Wrecking Ball, quanto tenga al materiale di The Promise, e soprattutto quanto influirà il fattore "concerto da stadio". (e dipende pure dalla seconda metà del disco, che non ho ancora sentito :wink: ) Penso che alla fine Bruce cercherà di accontentare un po' tutte le tipologie di fan.

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Good-luck, Goodbye


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 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 20:13 
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si fa per parlare e confrontarsi........ :D
ad es. io ero molto scettico e pessimista su sto disco visto il singolo......
ed invece ora sono entusiasta...ed anche il singolo nel complesso dell'album ha un suo perchè di freschezza e vitalità
così come ero molto scettico sul fatto di rimettere in un disco wrecking ball e land of hope......ed invece quest'ultima è un miracolo, viste le volte che l'abbiamo ascoltata
ed anche wreckin si incastona nel resto
io spero sempre di ricredermi
e che la e street versione 2012 (cioè superstiti + quelli di cui mi ricordo il nome della seeger così posso guardare nella rubrica del cellulare per chiamarli) mi faccia ricredere e faccia anche i classici in versioni della madonna!!!


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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 20:41 
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Caro GiRav, grazie per il tuo commento. Sono d'accordo sul giudizio che dài degli arrangiamenti del materiale originale nel We Shall Overcome Tour.
Quanto a Magic e Working on a dream, il primo lo vedo come un tipico album springsteeniano, con un tema e sonorità rock, nel solco di Darkness on the edge of Town, Born in the U.S.A. o ancora The Rising. Poi se sia al livello degli album citati, è un altro discorso, ma non mi sembra "insuale" per Springsteen.
A parlare di Working on a dream, invece, si scatena sempre un polverone. Io credo che per quest'album si possa tracciare un parallelismo con We Shall Overcome. Con questo progetto Springsteen andava alla riscoperta di un determinato genere musicale, diciamo per comodità il folk, facendosene "interprete"; con Working on a dream Springsteen ha fatto più o meno la stessa cosa, ma con generi diversi, e usando materiale originale. Quindi, credo che per apprezzarlo davvero si debba considerarlo una sorta di "esercizio di stile" (detto questo senza giudizi di valore): Bruce che fa del manierismo, e che si cimenta - a turno - con questo o quel genere musicale. Per cui, quando Springsteen dice che Working on a dream è fra i lavori di cui è più orgoglioso, io - personalmente - gli credo. O meglio, capisco perché possa affermarlo. Così come capisco perché Rolling Stone all'album abbia dato 5 stelle. Con questo progetto Bruce faceva in primo luogo il "cantante", e dimostrava tutta la versatilità della E Street Band: una Band a 360°. Poi è chiaro, noi amiamo in primo luogo lo Springsteen cantautore rock, non il vocalist; è quindi comprensibile che molti Working on a dream non si azzardino nemmeno a toccarlo. Però io non credo che l'album sia una stranezza o un incidente su un ipotetico percorso lineare che da We Shall Overcome doveva condurre a Wrecking Ball. Mi sembra più che altro un esperimento coerente con quello che Springsteen è stato negli anni 2000. D'altronde, The Promise che veniva sistemato fra il 2007 e il 2010, ci ha insegnato quanto pop ci sia sempre stato in Springsteen.

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 Messaggio Inviato: venerdì 24 febbraio 2012, 21:23 
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Gian ha scritto:
omar99 ha scritto:
Gian il tuo discorso non fa una piega :wink: , ora la curiosità si sposta alla preparazione del prossimo tour. Secondo te, per conciliare il suono ESB e quello della SSB, ci sarà da aspettarsi un tour diverso dagli ultimi due?


Beh, in tutta onestà non ne ho la più pallida idea. :razz:
Dipende da quanto Bruce vorrà davvero investire su Wrecking Ball, quanto tenga al materiale di The Promise, e soprattutto quanto influirà il fattore "concerto da stadio". (e dipende pure dalla seconda metà del disco, che non ho ancora sentito :wink: ) Penso che alla fine Bruce cercherà di accontentare un po' tutte le tipologie di fan.

diciamo che se l'antipasto del tour è quello che si è visto a dicembre con le canzoni di the promise e la sezione fiati, sono già più che soddisfatto

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 Oggetto del messaggio: Re: Dell'origine della specie
 Messaggio Inviato: lunedì 27 febbraio 2012, 7:37 
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simone71 ha scritto:
ero molto scettico sul fatto di rimettere in un disco wrecking ball e land of hope......ed invece quest'ultima è un miracolo, viste le volte che l'abbiamo ascoltata
ed anche wreckin si incastona nel resto


pienamente d'accordo! :handshake:


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 Messaggio Inviato: lunedì 27 febbraio 2012, 23:19 
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Iscritto il: sabato 7 aprile 2007, 13:18
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GiRav ha scritto:
Ora siamo di fronte ad un album che, davvero, potrebbe essere un punto di svolta.


una svolta..... rispetto a cosa?

GiRav ha scritto:
Si tratta, adesso, di trovare la linea musicale definitiva, e di scegliere senza troppe contaminazioni.
E farlo in fretta.


non sono d'accordo nella misura in cui ritengo che la grande musica Americana (di cui Bruce si fa voce) è sempre stata un genere ricco di "contaminazioni".
Non credo quindi che Bruce possa rimanerne immune senza perdere appunto di "coerenza".

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 Messaggio Inviato: martedì 28 febbraio 2012, 1:14 
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Iscritto il: mercoledì 24 dicembre 2008, 12:58
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Purple,
io penso che WB rappresenti una svolta rispetto ad album concepiti senza una grande linea tematica di fondo, a volte farraginosi e affrettati, e spesso molto poco curati sul piano musicale.
WB è un album che ha una costruzione musicale molto attenta e scrupolosa.
Una produzione coraggiosa, anche se non proprio spiazzante.
Un livello di espressione narrativa molto attento, e, soprattutto, un cantato molto attento ad ogni piega dei testi, molto suggestivo, realistico.

Quando mi riferisco alla scelta della linea musicale, intendo dire che secondo me Bruce scrive delle ottime canzoni, ed ha ancora intuizioni, vena narrativa, ispirazione..
ma non fa più il miglior rock
non fa ancora il miglior folk
non padroneggia a dovere la Irish music
non è molto dinamico e incisivo nell'impiego dei ritmi hip-hop
usa il pop in maniera troppo superficiale e spesso retorica.
la grandezza di WB sta nel fatto che Bruce lo interpreta in una maniera davvero enorme, supplendo con performances intepretative eccezionali laddove la padronanza dello stile scarseggia.
Ma è indubbio che sia un album importante e pieno di spunti.

Uno dei migliori da Bitusa in poi.

Tocca a Bruce scegliere in futuro quale linea stilistica dare alla sua musica.
Alla lunga questo coacervo di stili risulta onestamente penalizzante.

Lo faccia in fretta,
perchè siamo già a quota 62...
Baci.


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